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Il Marinaio di San Vincenzo

Il Marinaio di San Vincenzo

L'opera di Talani il Marinaio

Trovandomi a San Vincenzo per puro piacere (lo è ogni volta che ci vado o passo) mi sono avvicinato curiosamente al porto nuovo di San Vincenzo.
Una volta non era cosi attraente, è ovvio. Era molto più vero. Ricordo il barettino affollato solo di anziani del posto, pescatori e non, ma certo è che molti di loro o lavoravano in Solvay o a contatto col mare o tutt'e due...
Oggi che la Solvay li dietro il monte è solo un ammasso di ruggine, il porto si è rifatto il look, una vetrina sul mare. Ma in fondo anche questo porto ha l'anima del "marinaio", e lo si capisce arrivando dal mare, o facendo la lunga camminata che permette di raggiungerlo.

Un'opera di 7 metri, in bronzo, spettinato come l'artista l'ha voluto, rugoso come la pelle della gente di mare, giovane e forte come lo spirito della gente di mare.
Mi ha affascinato molto quest'opera, sopratutto perchè immagino il marinaio nelle giornate di mare forte scrutare, vigilare, dare un riferimento, indicare etc... Un aiuto da terra per la gente di mare.L'opera

Il busto riproduce la parte superiore de "Il Marinaio" in bronzo di 7 metri, che campeggia sul porto turistico di San Vincenzo (Livorno). Nel 2011 a Miami in Florida, il Maestro Giampaolo Talani è stato testimonial del gemellaggio fra l'Autorità Portuale di Livorno e quella di Miami. Il porto di Livorno ha donato un'opera alta 1,5 metri del marinaio come futuro simbolo del maggiore porto turistico degli Stati Uniti, ideale legame tra Vecchio e Nuovo Mondo sotto gli auspici del navigatore fiorentino che diede il nome alle Americhe.
Dalla scultura di San Vincenzo, Talani ha preso spunto per riformulare lo stesso pensiero poetico tramite la creazione, nel 2009, del gigantesco busto. Il Marinaio ha accompagnato Talani nelle più significative manifestazioni degli ultimi anni.
A Talani fu affidata l'apertura delle manifestazioni berlinesi in occasione del ventesimo anniversario della caduta del Muro; nel giugno 2009, l'artista fece "volare" circa cento ombrelli da spiaggia a righe bianche e blu oltre l'East Side Gallery; gli ombrelli "nascevano" proprio dal grande busto del Marinaio, collocato per l'occasione al centro della piazza che interrompe la linea del muro, ai margini della Sprea, il fiume di Berlino. Dopo Berlino, Firenze volle il Busto del Marinaio per l'edizione 2009 del Festival della Creatività; da Firenze il Marinaio si spostò a Pietrasanta, con l'esposizione pubblica "L'Isola che c'è" dove rimase nella piazzetta a fianco del Duomo, sotto il campanile attribuito a Michelangelo.
Ultimo appuntamento del Marinaio proprio a PONTASSIEVE, estate 2011, dove ha accompagnato la fortunatissima esposizione "MURI STRAPPATI" alla Sala delle Colonne del Palazzo municipale. Per Talani il Marinaio è un indiscusso segnale, simbolo di rara forza che da tutti può essere inteso. E' l'uomo che naviga metaforicamente il mare dell'esistenza ed allo stesso tempo ci rimanda alle reali navigazioni sui mari; è figura romantica ma allo stesso tempo ardita; ci lancia nel mondo dell'avventura ma anche ci ricorda le rassicuranti battigie domestiche. E' il marinaio esploratore e non conquistatore, proprio come fu Vespucci; è l'uomo del Rinascimento proiettato nel mondo nuovo; vuole essere un intenso richiamo per i contemporanei a mantenere viva quella tensione verso conoscenza e bellezza che in passato germinò in tante straordinarie espressioni in terra toscana.

FONTE: SITO DEL COMUNE DI PONTASSIEVE
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